Questa carta è l’atto costitutivo del partito relativista ed il fondamento del suo statuto.
I rappresentanti e gli iscritti del partito relativista si impegnano solennemente al rispetto dei principi espressi in questa carta fondamentale.
Principi fondanti:
Il partito relativista dubita dell’esistenza di verità necessarie e universali.
Il partito relativista riconosce nel ragionamento logico lo strumento per costruire, a partire da una o più verità arbitrarie, edifici intellettuali che possano essere abitati in contemporanea da più individui raziocinanti consenzienti con la minor probabilità di fraintendimento. Nessuno di questi edifici, come accade per le fondamenta, è necessario od universale. La scelta fra le differenti costruzioni avviene in maniera democratica tramite l’analisi di considerazioni scientifiche sui loro effetti sull’uomo e sull’ambiente che lo circonda.
La premessa, il fulcro, l’attore, il mezzo ed il fine del partito relativista è l’autodeterminazione dell’uomo come individuo membro della collettività e come collettività stessa.
Le leggi per il partito relativista hanno pertanto il solo ed unico scopo di garantire ad ogni individuo in egual misura le condizioni per l’autodeterminazione presente e futura. Le restrizioni sono legittime solo qualora vi sia un conflitto fra l’autodeterminazione di individui differenti e solo nella misura minima necessaria per risolvere in modo equo il conflitto in oggetto. In nessun caso l’autodeterminazione di due o più individui qualsiasi può essere garantita in maniera diseguale. Il partito relativista constata che una società equa e solidale è funzionale alla realizzazione del suo scopo.Le leggi devono essere scritte in un linguaggio comprensibile a tutti gli individui interessati.
Il partito relativista si attiene rigorosamente a criteri di trasparenza e pluralismo, nella constatazione che la circolazione di teorie alternative agevola una scelta critica e ragionata fra di esse. Il partito relativista sceglie di avere fiducia nelle facoltà e nelle possibilità dell’uomo, in virtù della considerazione che una scelta differente implicherebbe l’inutilità, se non la dannosità, della sua autodeterminazione.
Per questi motivi l’organizzazione del partito relativista ha come fondamenta il pensiero critico ed il principio democratico del suffragio.
Il partito relativista pertanto si impegna, con il suo statuto, ad assicurare ai suoi iscritti un modo rigoroso, semplice e trasparente per la selezione dei rappresentanti ed il controllo del loro operato e, sempre nel rispetto delle norme vigenti, a predisporre le procedure per sfiduciare e non ripresentare nelle liste quei rappresentanti che violano questa carta fondamentale o la fiducia concessagli dagli iscritti.
Inoltre il partito relativista si impegna a non interrompere mai per nessun motivo la circolazione di idee fra rappresentanza e base ed a garantire sempre un reciproco controllo equilibrato.
Il partito relativista pensa che nessuna idea debba essere bandita a priori. Il rifiuto consapevole e meditato di un’idea, l’unico della cui solidità valga la pena di fidarsi, non può arrivare per divieto ma dalla discussione razionale dei criteri e delle condizioni che rendono le sue conseguenze indesiderabili. Ogni ostacolo alla libera circolazione di idee ed al pluralismo deve essere tempestivamente rimosso.
Il partito relativista pensa che l’informazione debba essere libera e plurale e che quindi non possa essere assoggettata nel suo complesso a nessuna regola (ad es. commerciale) che non sia legge di stato compatibile con i principi di questa carta.
L’istruzione è un bene fondamentale e deve essere rigorosa, approfondita ed accessibile a tutti in maniera uguale.
La ricerca scientifica deve essere libera ed indipendente e soggetta solamente alla legge di stato compatibile con i principi di questa carta.