I “nuovi” santoni

Il clima asfittico e la devastazione intellettuale, che dominano il campo delle quotidiane battaglie fra ideologie, sono forse il pericolo più grande per il benessere dei cittadini di questo paese.
Questa minaccia è aggravata dal fatto che il languore mentale che ne deriva (che coinvolge tutti, nessuno escluso, a partire da coloro che arrogantemente se ne sentono immuni) inibisce la ricerca di soluzioni razionali anche al di fuori degli ambienti istituzionali.
Le drammatizzazioni continue, l’utilizzo della paura come grimaldello e l’affannosa ricerca ad ogni costo del coinvolgimento emotivo hanno reso difficile il crescere del consenso attorno ad aggregazioni civili capaci di esercitare un pensiero critico.
L’esasperazione dei sentimenti e la mortificazione della ragione hanno portato, invece, al prevalere di quei soggetti che hanno fatto di odio e paura una bandiera.
La politica dell’appartenenza e del tifo ha consegnato anche la società civile in mano alle sue pulsioni più primordiali.
Il dissenso verso le istituzioni si è condensato religiosamente attorno a personaggi dalla furia cieca, che costituiscono la naturale estensione di quegli stessi metodi che essi attaccano con foga.
Le loro aggressioni, essendo solo sterili insulti da stadio, non promuovono quel pensiero critico di cui la società ha bisogno. Anzi lo reprimono ulteriormente, finendo per favorire il malessere che goffamente tentano di combattere.
In sostanza, la politica delle ideologie ha incoraggiato nella società un incessante confronto simile a quello che avviene tra tifosi di squadre di calcio, in cui la fedeltà è più importante degli argomenti.
E’ su questo che si gioca la possibilità dell’Italia di essere un paese moderno. E’ ora di smettere di credere che un’Italia di furbi ladri ignoranti possa magicamente crescere, diventare e restare un paese ricco e moderno. La natura ci insegna, infatti, che il rapporto predatori-prede non può essere arbitrario.

La politica deve rendersi conto che non è possibile cambiare un paese con l’inganno e senza la volontà consapevole dei suoi cittadini. Desiderare un popolo ignorante ed instupidito significa inevitabilmente porre fra la società ed il suo benessere una barriera.

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